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Le Libere Professioni

 Specializzazione in Discipline Orientali, Olistiche e Bio Naturali (Libera Professione ai sensi della Legge n. 4/2013)

L’Accademia Arti Praniche organizza corsi professionali le cui figure rientrano nelle libere professioni. Non esistono regolamentazioni specifiche ma solamente una legge con delle linee guida generali. Alcune regioni e altri enti hanno creato dei registri al fine di poter dare dei punti di riferimento per i fini qualitativi.

Di seguito facciamo riferimento al registro regionale lombardo (DBN) del quale vi trasmettiamo qualche informazione per quanto riguarda la formazione professionale che noi offriamo ai nostri soci.

[…]

In base all’art. 2229 del Codice Civile, “la legge determina le professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria la iscrizione in appositi albi o elenchi”. E’ da intendersi “la legge dello Stato”, non una legge regionale, esulando dalle competenze delle Regioni l’istituzione di figure professionali per l’esercizio delle quali sono obbligatori determinati requisiti. Le Regioni però, “(…) nei limiti dei principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato (…)” emanano norme su alcune materie, tra le quali “(…) istruzione artigiana e professionale e assistenza scolastica (…)” (art. 117 della Costituzione). Proprio per questi motivi alcune Regioni hanno approvato norme che riguardano le discipline bio naturali e, tra quelle ancora in vigore, citiamo la Legge Regionale Lombarda del 1 febbraio 2005 n. 2 (“Norme in materia di discipline bio naturali”) e la Legge Regionale Toscana del 2 gennaio 2005 n. 2 (“Discipline del benessere e bio-naturali”).

La sopracitata legge lombarda, proprio all’art. 1 – comma 1, esordisce dichiarando che “La presente legge ha lo scopo di valorizzare l’attività degli operatori in discipline bio-naturali, al fine di garantire una qualificata offerta delle prestazioni e dei servizi che ne derivano.”L’intendo è quello, quindi, di “valorizzazione” e di “qualificazione dell’attività” e, per ribadire che ci si muove in una ambito non disciplinato dalla Stato, aggiunge subito al secondo comma dello stesso articolo una chiara definizione delle dbn come “attività pratiche che hanno per finalità il mantenimento del recupero dello stato di benessere della persona (…), non hanno carattere di prestazioni sanitarie, tendono a stimolare le risorse vitali dell’individuo attraverso metodi e elementi naturali la cui efficacia sia stata verificata nei contesti culturali e geografici in cui le discipline sono sorte e si sono sviluppate.”Nessuna finalità sanitaria e, quindi, nessuna “invasione” di ambiti di attività di altri professionisti operanti in forza di una regolamentazione statale.

Onde poi evitare la possibile accusa di aver istituito una nuova figura professionale con possesso di requisiti vincolanti, all’articolo 2, comma 3, a proposito dell’istituzione del Registro degli operatori in discipline bio-naturali, recita: “L’iscrizione nel registro non costituisce comunque condizione necessaria per l’esercizio dell’attività sul territorio regionale da parte degli operatori”.

Al fine di realizzare, in concreto, la valorizzazione e la qualificazione delle prestazioni in dbn, sono previsti dalla legge lombarda degli organi consultivi.

La legge aggiunge poi la previsione della promozione di “Intese Interregionali” per il reciproco riconoscimento dei percorsi formativi (art. 5) e norme di “salvaguardia” degli operatori formatisi prima dell’entrata in vigore della legge (art. 6), forme di “intervento regionale” volte a favorire le associazioni tra operatori in dbn (art. 7) e “norme finanziarie” per la copertura delle spese del Comitato (art. 8).

In seguito all’entrata in vigore della legge sopra riassunta, il Comitato Tecnico Scientifico composto da rappresentanti degli enti di formazione in dbn e delle associazioni (professionali) degli operatori, si è riunito con cadenza approssimativamente mensile è ha approvato:

  1. Un “Regolamento concernente le modalità di funzionamento (interno) del Comitato Tecnico Scientifico”;
  2. Un “Codice di auto – disciplina”;
  3. Una “Carta etica degli enti di formazione in dbn”;
  4. Un “Codice deontologico dell’operatore in dbn”;
  5. I  “Profili e Piani dell’Offerta Formativa per Operatori in Discipline Bio-Naturali definiti dal Comitato Tecnico delle DBN in attuazione della Legge della Regione Lombardia 2/2005 – Norme in Materia di Discipline Bio-Naturali”, approvato il 29 giugno 2009 e pubblicato grazie al contributo finanziario volontario di alcuni degli appartenenti al Comitato stesso. Il documento riporta alcune DBN (quelle proposte dai membri del Comitato), le ore minime di formazione e i contenuti delle conoscenze/competenze da acquisire durante la formazione stessa. 
  1. Naturopatia (900 ore in 3 anni)
  2. Pranopratica (600 ore);
  3. Qi Gong (450 ore);
  4. Reiki (300 ore);
  5. Riflessologia (500 ore);

[…]

Questo elenco è stato limitato alle discipline di interesse per quanto riguarda la nostra accademia. 

Ci teniamo a sottolineare che le libere professioni non necessitano l’obbligatorietà d’iscrizione ad un albo/registro, ma, oltre a rispettare la legge sopra citata, il buon senso di formarsi con scuole che rispettino un minimo di standard qualitativo.

Rivolgendoci a coloro che selezionano gli operatori per le proprie strutture o per i trattamenti diretti alla propria persona: verificate sempre la provenienza degli operatori.

 

 

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